OMAGGIO A MORRICONE
Perché gli omaggi ci rendono più felici
martedì 18 Agosto - ore 21:00 - 22:30
CASPOGGIO - Palazzetto dello Sport
- Ivana Zecca clarinetto
- Jorge A. Bosso violoncello
- Sergio Vecerina pianoforte
Un omaggio ci rende sempre felici, i nostri cuori pretendono di scegliere e schiudono le loro porte al ricordo d’istanti di gioia e lampi di festosità. Rievocare una melodia, ravvivare il sorriso di pienezza che abbiamo provato la prima volta che abbiamo ascoltato un motivo musicale, pur brevissimo, è perpetuare un sentimento. Il Trio propone un luogo di memoria per celebrare uno dei più rilevanti compositori nel mondo del cinema nelle elaborazioni di Massimo Barsotti. Lo sguardo di Claudia Cardinale, il sorriso ultimo di Robert De Niro, le parole di vita di Philippe Noiret, lo spirito irriverente di James Coburn sono per sempre accostati alle suggestive pennellate, sempre sognatrici, di Ennio Morricone. C’era una volta il West, C’era una Volta in America, Nuovo Cinema Paradiso, Giù la Testa sono alcune delle colonne sonore che fanno già parte della nostra vita, perché molti di noi hanno permesso che esse lo siano. Il Trio presenta rivisitazioni dell’eredità del compositore romano perché un omaggio alla sua figura è necessario, e perché gli omaggi ci rendono più felici.
A fine dell’ottocento i fratelli Lumière incominciarono una avventura che probabilmente nemmeno loro pensarono fin dove si sarebbe spinta l’immaginazione e creatività delle loro orme. Una decina di sequenze proiettate per un numero esiguo di persone, in un caffè parigino sul Boulevard de Capucines, divenne l’origine di uno strumento magico: il cinema. Il tempo si tradusse in sequenze, i dialoghi si trasformarono in veicoli di mondi lontani, il suono infine riuscì a caratterizzare tutto ciò che fu ripreso da una macchina da presa.
Innumerevoli sono state le collaborazioni tra compositori e registi: Prokofiev e Eisenstein, Herrmann e Hitchcock, Rota e Fellini, Elfman e Burton, Williams e Spielberg; e naturalmente Morricone e Leone, insieme a Tornatore. E ancora molte altre. Ognuno di loro riuscì a plasmare la sensibilità delle immagini in modo personale e individuale. Interpretare la loro arte è raccontare le nostre emozioni. Abitare la loro arte apre i nostri cuori e nutre la nostra memoria emotiva, perché gli omaggi ci rendono più felici.
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Caspoggio
Caspoggio è posto su un poggio che si apre poco a monte del punto di confluenza della Val Lanterna nel solco principale della Valmalenco, sul lato orientale. Non è chiara l’origine del nome: l’Olivieri lo riconduce all’espressione latina “casa podii”, cioè casa del poggio, a significare, appunto, paese posto su un poggio. L’Orsini, invece, propende per le voci dialettali “caspia” e “caspiöö”, cioè “mestolo”, “ramaiolo”, sempre in riferimento, però, alla piana lievemente concava nella quale è posto il paese. E’ stata, più di recente, sostenuta anche la derivazione dal latino “castrum podii”, cioè “castello del colle”.




