OMAGGIO A MORRICONE
Perché gli omaggi ci rendono più felici
mercoledì 19 Agosto - ore 21:00 - 22:30
GRAVEDONA ED UNITI - Sagrato Chiesa di Santa Maria del Tiglio
- Ivana Zecca clarinetto
- Jorge A. Bosso violoncello
- Sergio Vecerina pianoforte
Un omaggio ci rende sempre felici, i nostri cuori pretendono di scegliere e schiudono le loro porte al ricordo d’istanti di gioia e lampi di festosità. Rievocare una melodia, ravvivare il sorriso di pienezza che abbiamo provato la prima volta che abbiamo ascoltato un motivo musicale, pur brevissimo, è perpetuare un sentimento. Il Trio propone un luogo di memoria per celebrare uno dei più rilevanti compositori nel mondo del cinema nelle elaborazioni di Massimo Barsotti. Lo sguardo di Claudia Cardinale, il sorriso ultimo di Robert De Niro, le parole di vita di Philippe Noiret, lo spirito irriverente di James Coburn sono per sempre accostati alle suggestive pennellate, sempre sognatrici, di Ennio Morricone. C’era una volta il West, C’era una Volta in America, Nuovo Cinema Paradiso, Giù la Testa sono alcune delle colonne sonore che fanno già parte della nostra vita, perché molti di noi hanno permesso che esse lo siano. Il Trio presenta rivisitazioni dell’eredità del compositore romano perché un omaggio alla sua figura è necessario, e perché gli omaggi ci rendono più felici.
A fine dell’ottocento i fratelli Lumière incominciarono una avventura che probabilmente nemmeno loro pensarono fin dove si sarebbe spinta l’immaginazione e creatività delle loro orme. Una decina di sequenze proiettate per un numero esiguo di persone, in un caffè parigino sul Boulevard de Capucines, divenne l’origine di uno strumento magico: il cinema. Il tempo si tradusse in sequenze, i dialoghi si trasformarono in veicoli di mondi lontani, il suono infine riuscì a caratterizzare tutto ciò che fu ripreso da una macchina da presa.
Innumerevoli sono state le collaborazioni tra compositori e registi: Prokofiev e Eisenstein, Herrmann e Hitchcock, Rota e Fellini, Elfman e Burton, Williams e Spielberg; e naturalmente Morricone e Leone, insieme a Tornatore. E ancora molte altre. Ognuno di loro riuscì a plasmare la sensibilità delle immagini in modo personale e individuale. Interpretare la loro arte è raccontare le nostre emozioni. Abitare la loro arte apre i nostri cuori e nutre la nostra memoria emotiva, perché gli omaggi ci rendono più felici.
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Santa Maria del Tiglio
La chiesa risale al XII secolo: il nome deriverebbe da una pianta di tiglio cresciuta sul campanile a fine costruzione. E’ un esempio chiaro di stile romanico, costruita utilizzando la pietra locale: il marmo bianco di Musso e la pietra nera di Olcio. È a pianta centrale, nella tradizione dei battisteri, e presenta tre absidi semicircolari sui tre lati, mentre la facciata è caratterizzata dal campanile aggettante, un unicum nell’architettura lombarda, derivato da modelli renani e borgognoni; il campanile ha base quadrata, mentre la parte superiore è ottagonale, e probabilmente venne costruito in epoca più tarda.
(in caso di maltempo Centro Polifunzionale via Roma)




